Rassegna della giurisprudenza di legittimità penale, 24 aprile – 29 aprile

n. 17325/2015

Categoria: reati informatici

Il luogo di consumazione del delitto di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, di cui all’art. 615-ter cod. pen., è quello nel quale si trova il soggetto che effettua l’introduzione abusiva o vi si mantiene abusivamente.


n .17422/2015

Categoria: esecuzione, ordinamento penitenziario

In presenza di un provvedimento di unificazione di pene concorrenti in esecuzione, è legittimo lo scioglimento del cumulo quando occorre procedere al giudizio sull’ammissibilità della domanda di concessione di un beneficio penitenziario, al fine di accertare se il condannato abbia o meno terminato di espiare la arte di pena relativa ai delitti cosiddetti ostativi.


n. 17424/2015

Categoria: circostanze aggravanti, delitto tentato

La circostanza aggravante comune del danno di rilevante gravità applicabile anche al delitto tentato quando sia possibile desumere con certezza, dalle modalità del fatto e in base ad un preciso giudizio ipotetico che, se il reato fosse stato riportato al compimento, il danno patrimoniale per la persona offesa sarebbe stato di notevole rilevanza.


n. 17454/2015

Categoria: tribunale del riesame

Il Tribunale del riesame è un giudice di merito e, come tale, ha il “potere-dovere” di correggere e integrare la motivazione, non solo in diritto, ma anche in fatto del provvedimento cautelare impugnato, confermando quest’ultimo – ove ne ricorrano le condizioni – con diversa motivazione; esso può annullare il provvedimento impugnato solo nel caso in cui la motivazione sia graficamente inesistente o apparente ovvero nel caso in cui, sulla base di una completa rivalutazione del materiale probatorio ad esso sottoposto, ritenga che siano insussistenti i presupposti richiesti dalla legge per la emanazione della misura.


n. 17710/2015

Categoria: reati tributari

La giurisprudenza di questa Corte non è concorde in ordine alla prova dell’elemento costitutivo del reato di cui all’art. 10 bis, d.lgs. n. 74 del 2000. Si è, infatti, di recente affermato che nel reato di omesso versamento di ritenute certificate, la prova dell’elemento costitutivo rappresentato dal rilascio ai sostituti delle certificazioni attestanti le ritenute effettivamente operate, il cui onere incombe all’accusa, non può essere costituita dal solo contenuto edlla dichiarazione modello 770 proveniente dal datore di lavoro.

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