Category Archives: Diritto Penale

Pedopornografia: senza scampo se la divulgazione avviene tramite Facebook

La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n.16340/2015, in materia di pornografia minorile ex art. 600-ter cod. pen., si è espressa sulla potenzialità diffusiva dei social network come Facebook. Il reato di pornografia minorile costituisce reato di pericolo concreto, mediante il quale l’ordinamento appresta una tutela penale anticipata della libertà sessuale del minore, reprimendo quei comportamenti prodromici che, anche se non necessariamente a fine di lucro, ne mettono a repentaglio il libero sviluppo personale con la mercificazione del suo corpo e l’immissione nel circuito perverso della pedofilia. Per la Continua a leggere →

Camere Penali: Bossetti trofeo giudiziario. Il degrado dell’informazione giudiziaria.

«La messa in onda, dopo lungo tempo dai fatti ma (non a caso) pochi giorni prima della celebrazione dell’udienza preliminare, delle crude immagini dell’arresto del cittadino Massimo Bossetti, sono soltanto la riprova del cinismo di buona parte della informazione italiana, che tratta gli esseri umani come trofei da inchiesta giudiziaria e di chi, ricoprendo ruoli pubblici delicati e funzioni giudiziarie di rilievo, non ha nessuna remora a dare in pasto agli “informatori” carne fresca per tentare di condizionare la giurisdizione.». Così l’Unione delle Camere Penali Italiane, con nota del 26.04.2015, Continua a leggere →

Carceri: una cella per non fumatori grazie

Il Magistrato di Sorveglianza di Cosenza aveva respinto il reclamo generico proposto ai sensi dell’art. 35 ordinamento penitenziario con il quale il detenuto lamentava, tra le altre doglianze, l’insufficienza dello spazio vitale in cella e la fittizia distinzione tra celle fumatori e non fumatori. Avverso detto provvedimento il detenuto ha proposto ricorso per cassazione lamentando la mancata risposta ad alcune delle doglianze e, pertanto, l’incompletezza del provvedimento. la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso  in parte fondato, con riferimento alle doglianze relative all’insufficiente spazio vitale in cella e alle celle Continua a leggere →

Merce rubata nascosta sotto la felpa: esclusa l’aggravante dell’uso di mezzo fraudolento

La vicenda si era così svolta: l’imputato si era impossessato di un paio di scarpe da ginnastica, sottraendole dal punto vendita calzature,  e dopo averle occultate nella felpa che aveva indosso aveva oltrepassato la barriera anitaccheggio facendo scattare l’allarme; si era quindi dato alla fuga, ma notato da un Carabiniere, libero dal servizio, che si trovava in abiti civili nel centro commericiale, è stato poi bloccato, arrestato e condannato per il reato di furto con l’aggravante di aver commesso il fatto con mezzo fraudolento alla pena di mesi otto di Continua a leggere →

Cassazione: tenuità del fatto retroattiva, va applicata anche ai procedimenti in corso

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15499 della Terza sezione penale, primissima pronuncia della Suprema Corte sulla nuova causa di non punibilità entrata in vigore il 2 aprile, ha affermato che la nuova disposizione di cui all’art. 131 bis cod. pen., introdotta dal d. lgs. 28/2015, deve essere ritenuta applicabile anche ai procedimenti in corso al momento della sua entrata in vigore. La natura sostanziale dell’istituto di nuova introduzione implica, infatti, la vigenza del principio di retroattività della legge più favorevole, così come stabilito dall’art. 2 comma 4 Continua a leggere →

Il Decreto 121/2013 del Presidente del Tribunale di Bologna

in contesti storicamente negativi e sfavoriti, connotati da una cronica e intollerabile quantità di arretrato e da scarsa qualità del servizio percepito dal cittadino, l’intento è quello di instaurare prassi virtuose, attraverso l’adozione di accorgimenti tesi a limitare le disfunzioni e a non assoggettare il sistema ad un rischio esponenziale. D’altro canto i dati statistici parlano chiaro: dalla Commissione Flussi e dalla cancelleria del Tribunale di Bologna risulta che, in media, la data della prima udienza (c.d. di smistamento) cade a due anni dalla data di arrivo della relativa richiesta; i Continua a leggere →

Mai più “eterni giudicabili”

Dopo avere accertato con una perizia che lo stato mentale dell’imputato è tale da impedirgli la cosciente partecipazione al procedimento, il giudice deve disporne la sospensione (art. 71 cod. proc. pen).In seguito, il giudice deve eseguire ogni sei mesi ulteriori accertamenti peritali, fino a quando non risulta possibile la cosciente partecipazione dell’imputato al procedimento o non risulta che nei suoi confronti debba essere pronunciata una sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere (art. 72 cod. proc. pen.). Durante la sospensione del procedimento, però, rimane sospeso anche il corso Continua a leggere →

La prescrizione del reato, art. 157 codice penale

Tra le cause di estinzione del reato previste dal nostro codice penale, rientra l’istituto della prescrizione, peraltro sempre rinunciabile dall’imputato, che collega l’effetto estintivo del reato al decorso del tempo prescritto dalla legge senza che sia intervenuta una sentenza di condanna irrevocabile. La ratio della prescrizione va rinvenuta nell’affievolimento dell’interesse dello Stato ad attuare la pretesa punitiva nei confronti del reo quando sia trascorso un considerevole lasso di tempo determinato dal legislatore in relazione alla gravità del reato. L’istituto in questione è stato oggetto di profonde modifiche ad opera della Continua a leggere →

Guida in stato di ebbrezza: spetta al Giudice definire le modalità di esecuzione della sanzione sostitutiva

  In caso di guida in stato di ebbrezza, la sostituzione della pena principale con quella del lavoro di pubblica utilità non può essere negata perché l’imputato ha chiesto di svolgerla in Comune esterno alla Provincia di residenza. La Corte Suprema di Cassazione, IV sezione penale, con la sentenza n. 1829/2015, annullando la sentenza della Corte di Appello di Milano con cui si motivava il diniego della pena alternativa con la circostanza che “il lavoro non poteva essere eseguito in un comune di provincia diverso da quello in cui risiede l’imputato”, Continua a leggere →

Omesso versamento delle ritenute previdenziali: la contestazione dell’Inps è a forma libera

  L’imputato, ritenuto responsabile del reato previsto e punito dall’art. 2 della legge 638/83, ha impugnato la sentenza di condanna davanti alla Suprema corte deducendo la violazione di legge ed il vizio di motivazione, laddove non si riconosceva la nullità della notifica di accertamento della violazione da parte dell’Inps perché effettuata a mezzo del servizio postale senza il rispetto delle prescritte formalità, in violazione dell’art. 40 comma 3 d.P.R. 655/82 in relazione all’art. 1135 cod.civ. L’art. 2 Legge 638/83 al comma 1-bis prevede che l’omesso versamento delle ritenute previdenziali ed Continua a leggere →

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