Il lavoro di pubblica utilità

Il lavoro di pubblica utilità è una sanzione penale consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato.

La prestazione di lavoro, viene svolta nel settore della protezione civile, dei servizi socio-assistenziali, della tutela del patrimonio pubblico e ambientale o in altre attività pertinenti alla specifica professionalità del condannato.

I condannati per il reato di guida in stato di ebbrezza, di cui all’art. 186 del codice della strada, possono essere ammessi ai lavori di pubblica utilità in sostituzione della pena detentiva e/o pecuniaria da espiare, purché non sussistano una delle seguenti condizioni ostative:

L’aver provocato un incidente stradale, laddove la definizione giurisprudenziale di “incidente stradale” comprende non soltanto lo scontro tra veicoli o tra veicoli e persone, ma anche l’urto di un veicolo contro ostacoli fissi.

L’aver già prestato lavoro di pubblica utilità in precedenza.

L’aver formulato opposizione. La sostituzione, infatti, non è subordinata al consenso e alla richiesta dell’imputato, ma la sua eventuale opposizione non consentirà l’applicazione della pena alternativa: in caso di silenzio la sostituzione è pertanto astrattamente possibile, anche se appare difficile che il Giudice eserciterà il relativo potere discrezionale senza aver ottenuto un previo consenso da parte dell’interessato, atteso che la pena sostitutiva implica una sua fattiva collaborazione.

La durata della sanzione alternativa è commisurata alla durata delle pene sostituite attraverso autonomi criteri di ragguaglio. In particolare, con riferimento alla pena detentiva, un giorno di arresto corrisponde ad un giorno di lavoro di pubblica utilità; mentre, con riferimento alla pena pecuniaria, un giorno di lavoro di pubblica utilità viene ragguagliato ad euro 250,00 di ammenda.

Il lavoro di pubblica utilità può essere disposto solo in favore di ente convenzionato con il Tribunale. Necessario è pertanto contattare il responsabile dell’ente per concordare la tipologia di lavoro ed ottenere relativa dichiarazione di disponibilità.

Il Giudice, poi, stabilita in concreto la pena,ne determina la durata e, in caso di svolgimento positivo, fissa udienza dove dichiara il reato estinto, revoca la confisca del veicolo eventualmente disposta e riduce della metà la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida.

Viceversa, in caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il Giudice “tenuto conto dei motivi, dell’entità e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita, della sanzione amministrativa della sospensione della patente e della confisca”.

Le pene sostituite vengono pertanto ripristinate interamente, senza alcuna detrazione in considerazione del periodo di lavoro di pubblica utilità svolto.

Il lavoro di pubblica utilità costituisce pertanto un’opportunità conveniente per l’interessato permettendo al medesimo di ottenere il maggior numero di benefici, ancor più, nel caso assai frequente della definizione del procedimento attraverso l’emissione del decreto penale di condanna, se si volesse usufruire della sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità già direttamente con il decreto.

Ottenere un decreto penale di condanna con la previsione dei lavori di pubblica utilità, infatti, consente all’interessato di dimezzare i tempi di sospensione della patente, di ridurre fino alla metà la pena inflitta, di evitare la condanna al pagamento delle spese processuali, nonché, all’esito positivo dei lavori, di ottenere l’estinzione del reato e la revoca dell’eventuale confisca del mezzo.

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